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BRIAN HAMILL

Brian Hamill è nato a Brooklyn (NY) e ha studiato fotografia al Rochester Institute of Technology. A metà degli anni '60, inizia la sua lunga carriera come fotoreporter per la scena musicale Rock & Roll, per la politica ma anche dedicandosi a cogliere immagini del mondo dello spettacolo e dello sport (in particolare della boxe).
All'inizio degli anni '70 si recò in Irlanda del Nord per fotografare gli scontri allora in atto per un reportage commissionatogli dal New York Times Magazine. Contemporaneamente, in questi anni, amplia i suoi interessi e si dedica alla fotografia di scena, lavorando sui set di settantacinque film tra cui ventisette pellicole di Woody Allen, che hanno portato al tanto acclamato libro fotografico Woody Allen At Work: The Photographs of Brian Hamill (Harry N. Abrams, 1995).
Il lavoro di Hamill è apparso anche in numerosi pubblicazioni e in molte mostre collettive e personali in città come New York City, Los Angeles, Toronto, Santa Fe e Austin con le sue iconiche immagini ritraenti: John Lennon, Muhammad Ali, Mick Jagger, Tina Turner, Robert DeNiro nel film "Raging Bull" e tutti i seti di Woody Allen da “Manhattan” e “Annie Hall”. Con oltre cinquant’anni come fotografo, Hamill ha accumulato una collezione di storie incredibilmente variegata che accompagnano le sue numerose fotografie. Hamill, che si definisce un «devoto e fieramente fedele newyorkese», vive ancora a New York City.


MICHAEL LAVINE

Michael Lavine è nato il 1963 a San Francisco e ad oggi è uno dei fotografi più ricercati nel mondo dello spettacolo e dell'intrattenimento.
Dopo essersi diplomato, Lavine si è trasferito nel nord-ovest del Pacifico e per frequentare l'Evergreen State College di Olympia, nello Stato di Washington, dove si laura nel 1985 per poi trasferirsi a New York, per frequentare la Parsons School of Design, dove riceve un B.F.A.
Mentre si trovava nello stato di Washington, Lavine divenne uno dei fotografi della nascente scena musicale Grunge. Il suo stile pop e patinato fa sì che presto gli vengano commissionati servizi per le copertine di album. Lavine stringe subito amicizia con molti dei membri delle band della scena Grunge e su tutti con Kurt Cobain e i Nirvana, cosa che gli ha garantito un accesso privilegiato per creare una registrazione visiva del gruppo accompagnandolo in studio in tutti i diversi momenti della sua storia, fino a pochi giorni di distanza dalla scomparsa di Cobain stesso.
Dopo la parabola dei Nirvana la carriera di Lavine però prosegue con grande successo nell'ambiente musicale del Hip Pop. Una delle foto più famose di Lavine è la copertina dell'album "Life After Death" di The Notorious B.I.G., che è stata pubblicata quindici giorni dopo l'omicidio del rapper e lo rappresenta davanti ad un carro funebre, macabro presagio dei futuri avvenimenti.
Dal 1988 Lavine fotografa artisti nel mondo della musica e dell'intrattenimento, produzioni cinematografiche e televisive, ma anche politici e sportivi oltre che la vita quotidiana degli Stati Uniti. Il suo stile caratterizzato dall'uso di audaci colori saturi, da quello dinamico ed estremo dell'illuminazione e la sua consapevolezza della composizione grafica, lo hanno reso un fotografo tra i più ricercati, e la sua carriera è ricca di premi.


MICHAEL PUTLAND

Tuttora attivo come fotografo, Michael Putland cresce a Harrow dove scatta la sua prima fotografia all'età di 9 anni, prima di lasciare la scuola per diventare assistente di Walter Curtain, uno dei fotografi del Time e di Life, e in seguito del leggendario Louis Klemantaski, fotografo di corse motociclistiche. Nel 1969 apre il suo studio personale con l'amico Barry Stacey e dal 1971 diventa il fotografo ufficiale della rivista Disc and Music Echo. Il suo primo incarico per la rivista fu proprio quello di fare unservizio Mick Jagger.
Dai lavori per Disc and Music Echo, Sound e successivamente per Smash Hits e Q magazine, fino al tour del 1973 con i Rolling Stones - che porterà ad una relazione trentennale con la band - Putland ha realizzato numerosissimi servizi fotografici per importanti etichette discografiche tra cui CBS, Warner, Elektra, Polydor, Columbia Records ed EMI. Putland diviene infatti uno dei fotografi più richiesti dalle più importanti case discografiche, ed artisti, del periodo. "Lavoravo 7 giorni su 7, in studio, in tour, ai concerti o in camera oscura" dichiara Michael, che ad oggi ha un archivio di oltre 400.000 immagini che documentano l'industria musicale dagli anni Sessanta fino ai giorni nostri.
Nel '77 si trasferisce a New York, dove fonda la sua agenzia fotografia, Retina e incomincia ad immortalare una serie di artisti come Billy Joel, The Clash, Bruce Springsteen e I Bee Gees, creando alcune delle immagini più iconiche di quegli anni. Nel 1980 torna in Inghilterra, dove trova una scena molto diversa da quella che aveva lasciato: il glam e il post punk.Durante gli anni '80 fotografa i Duran Duran, le Bananarama e gli Stranglers, tra gli altri.
Aprire Retna gli dette la libertà di fotografare solo chi gli interessava davvero e alla sua collezione si aggiunsero: Ginesa Ortega, Anoushka Shankar, la figlia di Ravi, Anne Sophie Von Otter, Andrew Manze, Julia Migenes, Arvo Part, e ancora jazzisti come Miles Davis e Chick Corea, pur non abbandonando il mondo delle celebrità e delle pop star come Michael Hutchence, George Michael o Madonna. Putland, prolifico ancora oggi soprattutto nell'ambiente del jazz, è considerato uno dei maestri della stampa ai sali d'argento. Le sue opere sono state esposte in tutto il mondo.


MASAYOSHI SUKITA

Masayoshi Sukita nasce nel 1938 a Nogata, nella prefettura di Fukuoka, in Giappone. Dopo essersi diplomato al “Japan Institute of Photography” studia con Shisui Tanahashi. In seguito inizia a lavorare per la Daiko Advertising Inc. e, nel 1965, si trasferisce a Tokyo dove si unisce alla Delta Mondo occupandosi principalmente di realizzare servizi fotografici per la moda maschile, per i quali vince svariati premi.
Dalla fine degli anni '60 inizia a sviluppare un grande interesse per le sottoculture e partecipa al Festival di Woodstock nel 1969. Da quel momento inizia a frequentare le diverse scene musicali ed artistiche di citta` come New York e Londra.
Nel 1972 è a Londra per realizzare un servizio a Marc Bolan dei T-Rex ed in quell’occasione che riesce ad incontrare per la prima volta David Bowie. Da questo primo shooting seguirà una collaborazione che è durata per tutta la vita del cantante e che è culminata nel 1977 con lo scatto che sarebbe divenuto la celebe copertina dell’album “Heroes”.
Durante il lavoro con Bowie, Sukita immortala però molti altri artisti tra cui, Iggy Pop, Joe Strummer, Y.M.O, B52, Devo, Pil e con collaborazioni anche nel modo del cinema (Jim Jarmusch,   Shuji Terayama)
Nel 2009 ha partecipato alla mostra “Who Shot Rock & Roll” al Brooklyn Museum. Nel 2010 ha pubblicato “Y.M.O x SUKITA” e nel 2012 “BOWIE x SUKITA - Speed of Life", un libro fotografico che copre i 40 anni in cui Sukita ha ritratto David Bowie. Nell'agosto 2012 aprono contemporaneamente una sua personale al Tokyo Metropolitan Museum of Photography, Shibuya Parco Museum e una alla Paul Smith Space Gallery di Londra.
Nel 2013 fornisce gran parte del materiale fotografico per la mostra “David Bowie is” al Victoria & Albert Museum di Londra (mostra evento ad oggi ancora in tour mondiale), e contestualmente inaugura la mostra "David Bowie Photo Exhibition" alla SNAP Gallery di London. In agosto segue e fotografa Iggy Pop nel suo tour in Corea del Sud. In settembre inaugura una mostra che attraversa il Giappone e partendo da Fukuoka e Osaka arriva a Tokyo alla fine del 2014.
Dal 2015 è rappresentato da ONO arte che ha portato le sue mostre in numerosi spazi espositivi museali e commerciali nel mondo.


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